sabato, 16 dicembre 2006,00:45

Secretary

Lee Holloway, giovane e timida ex paziente di un istituto per cure mentali, dper sfuggire all'alcolismo del padre molto amato, comincia a cercarsi un lavoro. Quando le frustrazioni sono superiori alle sue forze si dedica al suo passatempo: infliggersi dolore nei modi più svariati. Terminato con successo un corso di dattilografia, Lee viene assunta come segretaria dal freddo ed esigente avvocato Edward Grey, nel cui sadismo sembra aver trovato proprio quello che fa per lei...

Secretary...quando si sente un titolo simile si pensa subito, quasi involontariamente ad un film porno, ma questo non è affatto un film pornografico, c'è sesso, perversione, ma anche molto altro...
Da parecchio tempo volevo vedere Secretary, ne sentivo parlare e avevo visto qualche immagine in internet, così mi sono messa alla sua ricerca... impresa ardua... nessuna videoteca (almeno della mia vecchissima e provinciale città) aveva questo benedetto film... ma in qualche modo è arrivato finalmente tra le mie mani.
Che dire, mi è piaciuto immediatamente, prima di tutto per la straordinaria interpretazione di Maggie Gyllenhaal... riesce ad essere una simpatica e goffa "sfigata" e un secondo dopo una donna sensuale  e perversa, o entrambe le cose insieme...
Secretary mi ha colpito fin dal primo fotogramma per la sua storia così particolare e perchè ci sono elementi che sento miei, sensazioni, stati d'animo... questa ragazza che sfugge al dolore infliggendosi altro dolore, sembra folle vero? non necessariamente, il dolore dell'anima non si può vedere, toccare, e quindi è come se non fosse reale, ma i tagli o qualsiasi altra ferita sulla pelle è qualcosa di reale, che sanguina, quindi è un dolore che si può accettare... C'è uno scambio di battute all'inizio del film, durante il colloquio di Lee con il cinico avvocato E. Edward Grey, uno scambio di battute che sento dannatamente mio...
Avvocato Grey  "lei da l'impressione di essere una persona molto chiusa.. un muro"
Lee "Lo so"
Avvocato Grey "si lascia mai andare?"
Lee "non lo so"
Alcune persone non sono come sembrano, magari in apparenza le si vede timide, chiuse, dei muri, ma dentro hanno la capacità di lasciarsi andare, ed essere se stesse, e il più delle volte sono dei fiumi in piena... devono solo trovare l'equilibrio giusto, l'ambiente adatto e soprattutto la persona che stimoli i loro sensi... doppia personalità, maschere, stranezza?? uhm... a voi il termine che più stuzzica :)
Questo film mi ha colpito, per le ragioni sopra elencate e per il suo essere reale, crudo, coraggioso, perverso, folle, grottesco, eccitante, romantico... un mix esplosivo... che dire, guardatelo!

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domenica, 12 novembre 2006,00:17

Queen

I Queen nascono nell'estate del 1970 dopo la scissione del gruppo "Smile" di Brian May, Roger Taylor e Tim Staffel. Questo gruppo si formo' nel 1968 dopo la conoscenza di May e Staffel, entrambi studenti collegiali. Avendo bisogno di un batterista esposero un annuncio in bacheca al quale rispose Taylor. Tim Staffel è all'Ealing college con Frederick Bulsara, e lo presenta al resto della band. Gli Smile vanno avanti bene, arrivando a pubblicare un album, "Gettin smile", fino a quando, nel 1970, Tim Staffel lascia per formare gli "Humpty Bong". A quel punto May e Taylor decidono di chiedere a Bulsara di prendere il suo posto, e questi accetta, lasciando a sua volta il gruppo "Wreckage".
I nuovi "Smile" continuano a esibirsi per un pò, finchè Frederick Bulsara, appena laureato, decide di voltare definitivamente pagina e propone a May e Taylor di fondare un nuovo gruppo, dove lui sarebbe stato il vocalist. Frederick prende il nome d'arte di Freddy Mercury, in onore al messaggero degli Dei, e il gruppo viene chiamato "Queen", nonostante Taylor preferisse qualcosa come "Rich Kids".. Agli inizi dell'anno sucessivo i Queen sono alla ricerca di un bassista, ed espongono un annuncio simile a quello degli "Smile" per il batterista. Dopo averne provati sei, un amico di Roger Taylor e Brian May presenta loro John Deacon. L'audizione di John impressiona positivamente i tre compagni, dimostrando che non è solo bravo in elettronica, ma soprattutto che se la cava alla grande col basso. Nel Febbraio del 1971 John Deacon completa la rosa dei componenti del gruppo "Queen".
Per loro iniziano tre anni di esibizioni dal vivo a Londra e dintorni, finchè nel 1973 firmano il loro primo contratto con la EMI e nel 9 aprile dello stesso anno la EMI presenta ufficialmente i Queen con uno show prestigioso al Marquee di Londra. Dopo aver inciso i loro brani ai De Lain Stuodios di Londra, il 13 luglio 1973, preceduto dal singolo "Keep Yourself Alive", esce il loro primo album: "Queen".

"Non voglio cambiare il mondo, lascio che le canzoni che scrivo esprimano le mie sensazioni e i miei sentimenti. Per me la felicità è la cosa più importante e se sono felice il mio lavoro lo dimostra. Alla fine tutti gli errori e tutte le scuse sono da imputare solo a me. Mi piace pensare di essere stato solo me stesso e ora voglio soltanto avere la maggior quantità possibile di gioia e serenità, e immagazzinare quanta più vita riesco, per tutto il poco tempo che mi resta da vivere."(Ultima intervista di Freddie Mercury, 1991)

All'età di 13 anni sono venuta in contatto per la prima volta con la musica dei Queen, quando Freddie Mercury ci aveva già lasciati, ma questo ancora non lo sapevo... Mi trovavo in gita scolastica, su un pulman brulicante di ragazzini scalmanati, io ai primi posti (l'unico posto dove avevo qualche possibilità di non vomitare l'anima) come sempre, accanto a quella che allora era la mia migliore amica, davanti a noi due compagni "sfigati", la loro colpa? essere troppo bassi e decisamente poco carini agli occhi delle classiche ragazzine snob... Ovviamente io non facevo parte di quella categoria, appartenevo alla sezione "strani" eheh...
Il luogo in cui dovevamo andare sembrava essere in capo al mondo, stavamo perdendo il controllo, gente che urlava, persone che cantavano stupide filastrocche e l'autista che era ad un passo dal suicidio, insomma il principio della fine, pensavo sarebbe successo l'irreparabile quando uno degli "sfigati" si avvicina all'autista farfugliando qualcosa e gli porge una cassetta, torna a posto e... nell'aria iniziano ad aleggiare sonorità mai sentiti fino a quel momento, un'energia pazzesca, e una voce così potente da farmi venire i brividi lungo tutto il corpo, sentivo qualcosa smuoversi dentro, un turbinio di emozioni, avevo voglia di urlare, avevo una tale carica che avrei potuto spaccare il mondo ma allo stesso tempo delle lacrime inaspettate bagnavano i miei occhi mentre una risata si prendeva gioco di loro... quella fu la prima volta che ascoltai i Queen... quella fu la prima volta che sentii The show must go on...

The show must go on

Empty spaces - what are we living for
Abandoned places - I guess we know the score
On and on
Does anybody know what we are looking for

Another hero another mindless crime
Behind the curtain in the pantomime
Hold the line
Does anybody want to take it anymore

The show must go on
The show must go on
Inside my heart is breaking
My make-up may be flaking
But my smile still stays on

Whatever happens I'll leave it all to chance
Another heartache another failed romance
On and on
Does anybody know what we are living for
I guess I'm learning
I must be warmer now
I'll soon be turning round the corner now
Outside the dawn is breaking
But inside in the dark I'm aching to be free

The show must go on
The show must go on - yeah
Ooh inside my heart is breaking
My make-up may be flaking
But my smile still stays on
Yeah oh oh oh

My soul is painted like the wings of butterflies
Fairy tales of yesterday will grow but never die
I can fly - my friends

The show must go on - yeah
The show must go on
I'll face it with a grin
I'm never giving in
On with the show

I'll top the bill
I'll overkill
I have to find the will to carry on
On with the
On with the show

The show must go on

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giovedì, 02 novembre 2006,00:51

Alanis Morissette

Jagged litte pill ha visto la luce nel 95, ed è per quanto mi riguarda il miglior album di Alanis Morissette, oserei dire che è l'Album Assoluto!
Jagged little pill è stato il primo cd della mia vita, quello comprato con i primi risparmi, quello tanto desiderato, il primo, il migliore.
Ricordo questa ragazza dai lunghissimi capelli mossi con camicette di raso dai colori assurdi, giallo, rosso... esibirsi in un programma pomeridiano di musica, Jaming se non ricordo male, la vidi e mi colpì immediatamente la sua "timidezza", la sua pacatezza durante l'intervista, quel qualcosa che sparì immediatamente quando salì sul palco e iniziò a cantare... boom, una bomba, un animale selvatico... trasudava passione, rabbia, euforia e un pizzico di quella spontaneità folle che solo i bambini possiedono.
Nel giro di 1 minuto ero innamorata di questa cattiva ragazza... e in meno di 2 minuti della sua musica, si quella musica così genuina, dura e cruda... Assolutamente l'album migliore della Morissette.

Alanis Nadine Morissette nasce a Ottawa in Canada nel 1974 dodici minuti dopo suo fratello gemello Wade. A causa del lavoro di Alan e Georgia Morissette, Alanis, Wade e il loro fratello più grande Chad trascorrono sei anni in Germania per poi far ritorno in Canada nel 1980. Grazie ad alcuni amici di famiglia ed in particolare a Lindsay Morgan, Alanis si appassiona subito al mondo della musica e all'età  di nove anni scrive la sua prima canzone "Fate Stay With Me". L'anno seguente riesce, assieme al fratello Wade, ad entrare nel talent-show "You Can't Do That On Television" e grazie ai soldi guadagnati nel 1985 può permettersi di autoprodursi un 45 giri contenente "Fate Stay With Me" e "Find The Right Man".
Appena sedicenne Alanis pubblica il suo primo album effettivo "Alanis" lanciato dal singolo "Too Hot". L'anno seguente, nel 1992, Alanis ci riprova con "Now Is The Time" ma non riesce ad ottenere gli stessi risultati del precedente.

Nel 1997 esce Jagged litte pill Live, un video-diario del lunghissimo tour durato un anno e battezzato "Intellectual Intercourse"... Il vhs testimonia la pazza, pazza, pazza tourneè di Alanis e i suoi ragazzi, e nel quale si possono trovare mille cartoline di vita sulla strada... Alanis che saltella nel backstage... Alanis che vince un Grammy... Alanis che gioca con i ragazzi della band.
Il nome della band è Sexual Chocolate ed è composta da:
Taylor Hawkins, batterista
Chris Chaney, bassista
Jesse Tobias, chitarrista
Nick Lachley, chitarrista

JAGGED LITTLE PILL
(Maverick, 1995)
All i really want
You oughta know
Perfect
Hand in my pocket
Right through you
Forgiven
You learn
Head over feet
Mary Jane
Ironic
Not the doctor
Wake up
Your house

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martedì, 31 ottobre 2006,23:53

Il piccolo principe

 

E' la storia dell'incontro tra un aviatore, costretto da un guasto ad un atterraggio di fortuna nel deserto, e un ragazzino alquanto strano, anche lui nel deserto, che gli chiede di disegnargli una pecora. Il bambino viene dallo spazio e ha abbandonato il suo piccolo pianeta perché si sentiva troppo solo lassù: unica sua compagna era una "rosa". Un libro che si rivolge ai ragazzi e "a tutti i grandi che sono stati bambini ma non se lo ricordano più", come dice lo stesso autore nella dedica del suo libro.








“non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”

“E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante”

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lunedì, 23 ottobre 2006,01:43

Se mi lasci ti cancello

Succintissima e incompleta sinossi: Joel (Jim Carey), un ragazzo timido e introverso, e' stato mollato dalla sua esuberante e volubile ragazza, Clementine (Kate Winslet). Quando scopre che quest'ultima si e' sottoposta a un trattamento medico per cancellarlo dalla sua memoria, vi si sottopone, ferito, egli stesso. Inizia cosi' un percorso catartico nella mente di Joel che portera' a riscoprire i momenti piu' significativi e preziosi del suo passato. In questo processo Joel realizzera' cio' che gli e' caro e si ribellera' a questo "annichilimento" della propria esistenza. Ci riuscirà?

Ho visto Se mi lasci ti cancello qualche settimana fa pensando di passare un paio d'ore in allegria, senza pensieri, ridendo come una pazza, invece non è andata esattamente in quel modo...
Jim Carrey, solito a ruoli comici (a parte qualche eccezione), in questo film interpreta un uomo piuttosto timido, pacato, il classico tipo inquadrato e abbastanza noioso... Kate Winslet invece è una ragazza sopra le righe, folle, impulsiva , passionale, e si anche un pò pazza eheh!
I due si incontrano e per qualche strano motivo si innamorano, iniziano una relazione e quando il rapporto arriva alla rottura Kate-Clementine decide di cancellare Jim-Joel dalla sua testa, eliminando tutti i ricordi... e lo stesso farà Jim-Joel quando verrà a sapere d'essere stato cancellato... e a questo punto inizia il dramma, il mio dramma... Si, perchè (almeno nel mio caso) ci si identifica con i personaggi del film, si comincia a pensare alle cose brutte che ci hanno fatto soffrire e come Clementine le vorremmo cancellare, ma qualche istante dopo ci si rende conto che tra i ricordi di un individuo ci sono anche i momenti felici, quelli che nonostante tutto ci hanno fatto stare bene, quelli che forse quando una storia finisce sembrano lacerarci il cuore ma che con il passare del tempo divengono dolcissimi ricordi del passato che non vorremmo lasciare mai, perchè sono parte di noi.
Inutile dire che ho pianto come un'idiota... perchè credo non sia poi così folle il succo di questo film, ho sempre pensato che se è destino che due persone si incontrino bè non c'è tempo, distanza, persone e cose che possono impedire tutto questo... perciò come accade in "se mi lasci ti cancello", puoi cancellare il ricordo di una persona ma se è nel tuo destino incontrarla, prima o poi le vostre strade si incroceranno, ancora...

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martedì, 10 ottobre 2006,22:36

Dracula

Dracula narra le avventure dell'affascinante principe transilvano (Gary Oldman) che giunge nella Londra ottocentesca alla ricerca del suo grande amore perduto, Elisabeta, reincarnatasi nella splendida Mina (Winona Ryder).
Il vampiro affronterà così una serie di spettacolari metamorfosi: sarà giovane e vecchio, uomo e animale, principe e mostro.
Anthony Hopkins è il celebre dottor Van Helsing, l'uomo che crede nell'esistenza di Dracula e l'unico che ha il coraggio di affrontarlo.
Keanu Reeves è il giovane costretto a misurarsi con le forze oscure del Male per l'amore della bella Mina.Sono sempre stata attratta dai vampiri, dalle creature della notte, fin da bambina, ed era inevitabile che prima o poi mi sarei "accorta" dell'esistenza di questo affasciante principe del male... Dracula...
Non avevo ancora 12 anni quando supplicai in ogni modo i miei genitori per avere la videocassetta (eh si c'erano solo le videocassette eheh) di Dracula, mi sentii ripetere per giorni che non era un film adatto ad una bambina e, che sicuramente mi avrebbe spaventato a tal punto da avere gli uncubi per mesi!... Inutile dire che dopo qualche settimana avevo tra le mani il mio adorato Dracula, l'avevo avuta vinta...
Il principe del Male, Dracula, un essere tanto malvagio quanto estremamente affascinante come solo le creature della notte possono essere... si affascinante, quest'uomo che per l'amore della propria donna sfiderà la morte, i giorni, gli anni, i secoli... tutto questo per poter seguire l'anima dell'amore perduto.
Vogliamo parlare del sangue? Elemento che viene associato al dolore, alla paura, a qualcosa di orribile, in Dracula, per quanto mi riguarda associo il sangue alla passione, all'eccitazione... Dracula si nutre del sangue della propria amata, ne succhia l'essenza, la passione e a sua volta Mina beve il sangue di Dracula mescolato al proprio, un simbolo di unione, l'uno appartiene all'altro... Amore, passione, follia, sangue, morsi, dolore... Trovate qualcosa di orribile in queste parole?... chi di voi non ha mai usato una o più di queste parole associate all' AMORE o al SESSO?... Forse ora guarderete Dracula con occhi diversi, non più solo come film horror ma forse come una storia d'amore e di passione.

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martedì, 10 ottobre 2006,00:08

Klimt

Gustav Klimt nacque il 14 luglio 1862 a Baumgarten, un sobborgo di Vienna. Figlio di Ernst Klimt, un orafo incisore, e di Anna Fiuster, una viennese di modeste condizioni sociali, nel 1876 si iscrisse alla scuola di arti e mestieri del museo austriaco per l'arte e l'industria.
Klimt iniziò la sua carriera come artista ufficiale, realizzando decorazioni pittoriche di diversi edifici pubblici e divenendo, ben presto, l’erede di Hans Makart (1840-1884). La decorazione per l’aula magna dell’Università di Vienna, avente per tema la filosofia, la medicina e la giurisprudenza, eseguita da Klimt tra il 1900 e il 1903, provocò aspre critiche da parte delle autorità viennesi, che gli contestarono il contenuto erotico e l’inedita impostazione compositiva dei dipinti.
Allo stesso modo, fu considerato osceno il grande fregio decorativo realizzato nel 1902 per la sala che ospitava il monumento a Beethoven, opera di Max Klinger. Tali scandali segnarono la fine della carriera ufficiale di Klimt.
Nel 1897, Klimt fu tra i fondatori e primo presidente della Wiener Secession (Secessione Viennese), divenendo, così, il rappresentante simbolico dello Judenstil austriaco.
Tra il 1905 e il 1909 Klimt realizzò il prezioso mosaico per la sala da pranzo del palazzo Stoclet di Bruxelles, la sua opera più famosa.
Klimt, utilizzando le innovazioni decorative dell'Art Nouveau, movimento legato soprattutto alle arti applicate, di cui divenne il più grande rappresentante nel campo della pittura, sviluppò uno stile ricco e complesso ispirandosi, spesso, alla composizione dei mosaici bizantini, da egli studiati a Ravenna.
La sua attività si interruppe nel 1918, quando a cinquatasei anni morì a seguito di un ictus cerebrale.

In questi due dipinti vi è rappresentato tutto ciò che amo della pittura di Klimt... Le sue donne formose, quella sensualità piena che forse solo le donne di un tempo avevano, l'oro che sembra impreziosire opere che già di loro sono veri e propri gioielli per gli occhi... e infine i colori caldi, i rossi, gli arancioni, i colori dell'autunno e dell'estate... il tutto incorniciato da atmosfere surreali, situazioni, soggetti, provenienti da mondi paralleli che certamente hanno in loro il "reale" ma anche un pizzico di fantasia... dove si possono trovare, se non in sogno donne così stupendamente adagiate su prati d'oro...


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domenica, 08 ottobre 2006,16:46

Hamlet

Dopo la morte improvvisa del Re di Danimarca, Amleto rimane stupito di fronte al repentino matrimonio tra la madre Gertrude e lo Zio Claudio, nuovo Re del regno. Il fantasma del padre si mostra ad Amleto rivelandogli la verità sulla sua morte, e ben presto il Principe si finge pazzo per portare a compimento la sua vendetta.
Tradurre per lo schermo la complessa e ricca opera scritta da William Shakespeare senza tradirne lo spirito e facendone una trasposizione ugualmente appassionante, non è certamente tra le sfide più semplici che un regista possa trovarsi ad affrontare. Kenneth Branagh, grande amante del Bardo che ha portato sullo schermo per più di una volta (Molto rumore per nulla, Pene d’amore perdute), accetta questa sfida scegliendo di realizzare un film dall’inconsueta durata di quattro ore, per riuscire a conservare nei limiti del possibile la vasta e nutrita opera di Shakespeare. Il risultato è un qualcosa di straordinario, un lungo viaggio colmo di intrighi, drammi, temi e personaggi assolutamente appassionante ed imperdibile. D’ispirazione teatrale, Hamlet trova la sua forza nella matrice letteraria, con dialoghi abbastanza fedeli a quelli originali che colpiscono lo spettatore, risultando totalmente affascinanti e ricchi di sfumature, anche grazie al lodevole e numeroso cast che li recita.



Kenneth Branagh: Irlandese di nascita (è nato a Belfast il 10 dicembre 1960), trascorre la sua infanzia in una casa modesta, gomito a gomito con la guerra civile. All'età di nove anni si trasferisce con la famiglia a Reading, nei pressi di Londra, e a scuola impara perfettamente la pronuncia inglese.
Dopo il diploma scopre la passione per la recitazione, frequenta la Royal Academy of Dramatic Arts e nel 1984 entra a far parte della Royal Shakespeare Company.

 

Ho visto per la prima volta Hamlet circa 4 - 5 anni fa, così per caso in un canale della svizzera italiana e ricordo di non essere riuscita a staccare gli occhi dalla tv fino alla fine del film, ero come ipnotizzata.
Qualche tempo dopo ho anche scoperto che esisteva una versione "lunga" di Hamlet, ben 4 ore di film... e... mi precipitai immediatamente in videoteca per affittare Hamlet versione "mattone" eheh...
Non era affatto un mattone ai miei occhi, era sublime poter assaporare in modo così ampio l'intero Amleto... se poi a condurci in questo viaggio è l'affascinante regista, narratore nonchè attore Kenneth Branagh, bè tutto è estremamente più piacevole.
L'amleto interpretato da Kenneth Branagh è carismatico, eccitante, ed estremamente pazzo, un mix di sfaccettature che ve lo farà amare al primo sguardo... Quando gli occhi di Kenneth incontreranno la telecamera, nel momento in cui sembrerà guardare diritto verso di voi, quando sarete certi che stia parlando con voi e nessun altro... ecco sarà in quel preciso istante che inizierete ad amare l'Hamlet di Branagh.

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domenica, 08 ottobre 2006,02:09

Intervista col Vampiro

L'eterna notte di creature maledette e splendide, dal sesso incerto, come quello degli angeli, ma decisamente più interessante, immuni dalla morte e dalla pace. Dal racconto del vampiro Louis al giornalista a caccia di sensazioni, emergono sofferenze e desideri indicibili, vissuti da un uomo la cui umanità è stata condannata ad essere sopraffatta per sempre. Dalla New Orleans del 1791 ai giorni nostri, passando attraverso la turbolenta Parigi di fine Ottocento, il viaggio di Louis si svolge in compagnia del satanico Lestat, il vampiro che lo condannò ad un'esistenza nelle tenebre, e della piccola Claudia, trascinata nello stesso vortice e costretta a maturare in un corpo infantile per l'eternità. Il regista Neil Jordan ritrae il fascino e il dolore dell'ambiguità, il dramma dell'immortalità priva di senso ma travolta dalle più forti sensazioni.


Intervista col Vampiro:
libro da cui è tratto l'omonimo film, è stato scritto da Anne Rice nel 1976.

"Creato da una fantasia senza limiti, narrato superbamente"
Cleveland Plain Dealer

"Anne Rice possiede una sensibilità gotica oggi estremamente rara"
The Kansas City Star

"Anne Rice comincia dove Bram Stoker finisce"
The Chicago Tribune

"I suoi personaggi non solo non sono  morti, ma sprigionano un'immensa vitalità"
The New York Times Boos Rewiew

 

Anne Rice (nata il 4 ottobre 1941, la scelta del nome "Anne" fu fatto dalla stessa, da piccola), secondogenita di una famiglia cattolica irlandese, è una scrittrice di romanzi horror/fantasy i cui principali protagonisti sono vampiri e streghe.
È nata ed ha passato la maggior parte della sua giovinezza a New Orleans (Louisiana), città in cui sono ambientati molti suoi romanzi. Nel 1961 sposa Stan Rice ed è a lui che si deve l'ispirazione per la creazione del suo personaggio più celebre, il vampiro Lestat de Lioncourt. Nel 1966 ha una figlia, Michelle, che morirà di leucemia solo 5 anni dopo.
Anne Rice ha scritto diversi libri, anche sotto due pseudonimi: Anne Rampling e A.N. Roquelaure. Come Anne Rampling ha scritto Exit to Eden e Belinda; come A.N. Roquelaure ha pubblicato The Beauty Series (una serie di romanzi erotici).
Nella sua vita, particolare attenzione ha sempre donato alla sessualità umana: infatti ritiene che ogni uomo ed ogni donna sia, di natura, bisessuale. Per questo tutti i suoi personaggi (ed in particolare i vampiri) hanno rapporti sia con donne che con uomini.

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venerdì, 06 ottobre 2006,00:17

John Fante

John Fante nasce l'otto Aprile del 1909 a Denver da una famiglia di immigrati italiani. Ha un'infanzia difficile segnata dalla povertà e dal duro rapporto col padre.
Nel '32, terminata l'università del Colorado si trasferisce a Los Angeles dove svolge i più disparati lavori. Un suo racconto viene pubblicato sulla prestigiosa rivista 'The American Mercury'.
Nel '37 sposa Joyce Smart da cui avrà quattro figli. Inizia nel frattempo a lavorare come sceneggiatore a Hollywood. Nel '38 pubblica il suo primo romanzo 'Aspetta primavera Bandini'.
Nel '55, dopo diversi romanzi pubblicati tra cui 'Full of life' da cui sarà tratto un film che riceverà una nominatin all' Oscar per la miglior sceneggiatura, si ammala di diabete.
Nel '57 è in Italia a lavorare come sceneggiatore per Dino De Laurentis.
Nel '74 perde la vista a causa del diabete. Detterà alla moglie il suo ultimo romanzo 'Sogni di Bunker Hill'. Muore nel 1983 lasciando numerosi testi inediti.


Chiedi alla polvere: Pubblicato per la prima volta nel 1939 è uno dei primi romanzi dello scrittore italo-americano, riscoperto in Italia e in Francia alla fine degli anni Ottanta dopo un lungo periodo di dimenticanza. La saga dello scrittore Arturo Bandini, alter ego dell'autore, giunge in questo romanzo al suo snodo decisivo. L'ironia sarcastica e irriverente, la comicità di Arturo Bandini si uniscono alla sua natura di sognatore sbandato, che ne fa il prototipo di tutti i sognatori sbandati che hanno popolato la letteratura dopo di lui. Al centro della vicenda è il percorso di Bandini verso la realizzazione delle sue ambizioni artistiche e la sua educazione sentimentale dopo l'incontro con la bella e strana Camilla Lopez...

Lo devo ammettere, ho un debole per John Fante, anzi lo amo alla follia eheh... Chiedi alla polvere non è il prima libro di Fante che ho letto, il primo era "Full of life", bellissimo ma Chiedi alla polvere è quello che mi ha colpito maggiormente, si mi ha decisamente colpito l'anima...
Arturo Bandini compagno di tante letture notturne, Arturo Bandini il sognatore, lo scrittore, lo sbruffone, il cinico, il debole...
In Chiedi alla polvere Arturo Bandini è un giovane alla ricerca dell'ispirazione che gli permetterà di sfondare come scrittore, quell'ispirazione che spera gli farà scrivere il romanzo del secolo, o semplicemente è un giovane alla ricerca di se stesso, e in questo romanzo si imbatterà in un turbinio di emozioni, situazioni e persone, leggetelo tutto d'un fiato... ma sono certa che dopo le prime righe sarà lui a rapirvi e voi non riuscirete a togliere gli occhi da quelle pagine, e se la magia di questo libro vi sedurrà come ha sedotto me, forse riuscirete perfino a sentire sulla pelle la polvere dell'Est...

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